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Beauxbatons

questo blog contiente tutte le pagine del diario di Angelique PetitClaire, ed è online dal 17 settembre 2005.

Angelique

Angelique ha undici anni, ed è al primo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

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martedì, 01 novembre 2005

Mi guardo intorno, smarrita.
Cosa devo fare? Cosa manca? come inizio?
A I U T O. non credevo che prepararmi per un ballo fosse tanto terrificante.
...in sala comune c'è un'enorme eccitazione: tutti saltellano qua e là...per fortuna Caroline, tranquilla come sempre e già vestita mi acchiappa per una spalla.
«Angelique! Perchè non ti sei ancora preparata? Tra neanche mezz'ora tu devi andare! Dovete preparare tutto, no?»
Oddio, devo anche cantare. Me n'ero dimenticata...In preda al panico faccio per aprire la bocca, ma Caroline mi ha già buttato in bagno.
«Ok, vestiti, intanto preparo il trucco...dai, muoviti!»
In fretta, come un automa, faccio ciò che mi dice la ragazza.
«Com'era l'incantesimo?» Caroline muove con un gesto elegante la bacchetta, e subito due ali soffici mi spuntano sulla schiena.
«Che carina che sei...»
Sorrido, e arrossisco.
«Grazie...»
«Sì, magari ringraziami dopo eh...sei in ritardo.» Sorride la ragazza, guardando l'orologio.
Ommioddioèvero!
Corro fuori, e quasi mi storgo una caviglia per colpa delle scarpe...belle eh, ma un tantino alte...
Raggiungo i BR dopo qualche minuto, e Edwin sorride, ironico.
«La principessa si è degnata di raggiungerci, finalmente.»
«Cavolo, scusate ragazzi, ho avuto qualche problema...»
Edwin alza le spalle, e raggiunge il basso, in silenzio. Mentre Frank ci spiega per l'ennesima volta l'entrata in scena e la scaletta dei brani, Daniel mi sorride.
«Sei splendida, piccoletta..»
Inutile dire che divento rosso scuro, e balbetto un «g...gr...azi...ie» quasi sussurrando.
Il tempo passa, finiamo l'ultima prova e aspettiamo. La sala grande si sta riempiendo, sento le voci.
«Io sto per vomitare.» gemo, mentre Frank mi appoggia una mano sulla spalla.
«Magari dopo, eh?»
Sento la voce della preside, chiara e forte.
«Un caloroso saluto a tutti gli studenti, bellissimi, davvero!»
oddio, adesso ci annuncia, adesso ci annuncia. La voce della preside continua, ma ciò che dice ormai è una cantilena per me. Poi..
«Ma ora, bando alle ciance! Facciamo salire sul palco i Black Roses!»
Ora vomito. Ora vomito.
Saliamo sul palco, accompagnati dagli applausi degli studenti. Ci sono tutti: Lorelei che mi sorride calorosa, agitando una mano, Bèatrice che mi guarda, in silenzio, Caterine, Andrew, mia sorella...
A I U T O.
Mi avvicino al microfono, tremando, mentre Frank dice qualcosa, e Daniel inizia l'introduzione alla chitarra.
Apro la bocca, la voce non viene.
Panico.
Poi...respiro profondamente, chiudo gli occhi.
E canto.

giovedì, 13 ottobre 2005

La testa mi gira.
Dove sono?
Ci metto qualche minuto per svegliarmi del tutto, e ancora di più per focalizzare quello che ho fatto ieri sera. Poi, in un attimo, ricordo.
la città delle Rose. Gabriel. Quella strano liquido verde, come fuoco nella gola.
Mi alzo di scatto a sedere, sbattendo la testa su qualcosa di duro sopra di me.
«Ahi...» Sussurro, mentre cerco di capire dove sono.
Sotto un tavolo. Nella serra, suppongo.
Ancora non ricordo come sono finita qui. Anzi, ad essere sincera, non ricordo neppure di essermi addormentata.
Alzo  la candida tovaglia davanti a me per controllare che non ci sia nessuno, poi, lentamente, esco di lì.
Raccolgo da terra la felpa scura che mi ha coperta fino a pochi minuti fa, e la stringo. Un acre profumo di sigaro mi invade.
Quello strano ragazzo.
Sorrido, mentre la infilo in borsa. In definitiva, mi sono trovata bene con lui, ieri sera. A parte il mal di testa. Ma cosa diavolo mi ha dato da bere?
Esco in silenzio dalla serra, che è stranamente vuota, anche se fuori il sole splende. che ore sono?
Entro in fretta al castello, meravigliandomi sempre più nel non vedere studenti per i corridoi.
vuoi dire che...
Socchiudo la porta della sala grande, e vengo investita da un'ondata di voci: tutti gli studenti sono a pranzo! Ho davvero dormito tanto?
Entro in fretta, mentre gli occhi delle mie compagne di stanza si fissano su di me. Si saranno accorte della mia assenza questa mattina...
Faccio per raggiungere il mio tavolo, ma poi ci ripenso, e raggiungo il tavolo delle Sfingi.
«Grazie per la felpa.» Dico, estraendo il maglione dalla borsa.
Il ragazzo davanti a me mi sorride.
«Oh, non c'è di che...come va la testa?»
«Non c'è male...vabè, vado a mangiare...ciao!»
Mi volto per andare verso il mio tavolo, la Lorelei si gira verso di me, acchiappandomi per un polso.
«Ehy bimbetta...cosa fai con Ozon? Guarda che quello è uno poco di buono!»
Alzo le spalle, e, ridendo, me ne vado.
Mi sento...non so, euforica.
Euforica perchè ho dormito fuori dalla scuola, perchè ho saltato cinque lezioni, e perchè sono andata vicinissimo alla sospensione.
Chissà se Domitille si sente così quando ne fa una delle sue...
La guardo, mentre chiacchiera con le sue amiche, seduta al tavolo Thesrals, ma non si accorge di me.
Chissà se ha saputo che ho saltato le lezioni, questa mattina...oh, beh, ma sicuramente non le importerà.
Quando mai a mia sorella è importato qualcosa di me?

lunedì, 10 ottobre 2005

Sono troppo stanca!
Non faccio altro che studiare, e in ogni momenti libero ci sono le prove dei Black Roses!
L'aveva detto la zia che la scuola non sarebbe stata una passeggiata ma...non credevo fosse così impegnativo!
Ormai sto quasi sempre con le ragazze del secondo, anche se spesso parlano di cose a me completamente ignote! Sono un po' smorfiosette, ma è meglio che stare soli, no?
Da quando Andrew mi ha chiesto di andare al ballo con lui non mi ha più rivolto la parola, sembra quasi mi eviti...per non parlare di Bèatrice, che, mi pare di aver capito, ha sentito tutta la conversazione tra me e Andrew! Oh, può fare l'offesa quanto vuole, ma io intanto ho qualcuno che mi accompagna al ballo, a differenza di lei!
L'altro giorno, quando siamo tornati alla Città delle Rose, Caterine mi ha raccontanto della tradizione di scambiarsi regali per halloween con le persone alle quali teniamo davvero...io ho comprato qualche dolcetto per loro, così, come pensiero, e uno splendido ciondolo verde smeraldo, dietro al quale è incisa la runa dell'amicizia. Non so a chi lo voglio dare, per ora è nascosto nel mio baule. Quando verrà il momento lo regalerò a qualcuno...ma non ora, non adesso. Devo ancora capire a chi tengo davvero.
Uff, devo tornare a studiare...mi dispiace aver scritto così poco...chiedo venia, caro diario, prometto che la prossima volta avrò qualcosa di interessante da raccontare!

martedì, 27 settembre 2005

Oddio, sono troppo felice....ok,ora mi calmo, ma non riesco ancora a crederci...insomma: MI HANNO PRESA NEI BLACK ROSES! Mamma mia, mi ci vorrà ancora un bel pezzo prima di rendermene conto! Io! Nei Black Roses! Uuuuuh...Prima uno del gruppo è venuto a cercarmi, mentre ero in biblioteca a studiare (da sola, visto che Bèatrice è ancora arrabbiata...non che io voglia tornare a parlarle, sfigata com'è...)
« Ed eccola qui, la piccola Petitclaire...Angelique, giusto?» Mi ha chiesto, facendomi sussultare.
«...Ehm...s-sì...» Ho risposto, arrossendo come al solito.
«Beh, complimenti! Da domani inizi a cantare nel gruppo...»
«Ini...cosa?!» Gli ho chiesto, incredula...e lui, sorridendo: «Hai capito bene...domani ti passeremo tutti gli spartiti...fai ufficialmente parte dei Black Roses!».
Ho sbarrato gli occhi e l'ho fissato per un bel pezzo, aspettando che esclamasse qualcosa tipo "scherzetto!"...e invece diceva la verità! Appena mi sono resa conto che avrei cantato in un gruppo gli sono saltata al collo «Oddio...grazie!» Poi sono scappata fuori, a cercare mia sorella.
«Doom! Doom!» L'ho cercata dappertutto, trovandola solo dopo una decina di minuti al lago, con quella sua amica.
«Doom! Doom! Indovina??»
«Indovina cosa? La Fleurdhiver ti ha di nuovo messo in punizione?»
Ho sbuffato...possibile che non si ricordasse dell'audizione?? «Sono nel Black Roses, Dom!»
«Ah. Bene, complimenti. Anche se ci avrei scommesso che saresti entrata...» E ha guardato la sua amica, ridacchiando.
Mah, ogni tanto davvero non la capisco mia sorella...Comunque, non riuscendo a stare ferma, sono corsa fino al dormitorio per prenderti, caro diario...e ho visto Bèa sdraiata sul letto.
«Mi hanno preso all'audizione.» Ho detto, fredda.
«Ah, bene.»
«...»
«...»
«Quand'è che ricomincerai a parlarmi?» Le ho chiesto,  facendo finta di cercare qualcosa nel mio baule. «Quand'è che mi chiederai scusa?» Ha replicato lei, con voce atona.
«E perchè dovrei chiederti scusa?»
«E perchè dovrei parlarti?»
A quel punto sono uscita, sbattendo la porta. Davvero, non la sopporto quell'orgogliosa bambinetta...Pur di non ammettere che ha sbagliato ora vuole che le chieda scusa! Oh, ma chissenefrega! Domani entro ufficialmente nel Black Roses...cosa mi importa di quella?!

lunedì, 26 settembre 2005

Oddio, domani ho il provino per entrare nei Black Roses!!
Ancora non ci credo...sono terrorizzata, e allo stesso tempo felicissima! Non sapevo mia sorella sapesse quanto mi piace cantare, ma evidentemente l'ho giudicata male! Durante la punizione c'erano mia sorella, una sua amica e un tipo (Dan l'hanno chiamato..e devo dire che è davvero carino!), e Aethereally (oddio, credo si chiami così...è l'amica di Dom comunque) mi ha preso da parte e mi ha convinto, insieme a mia sorella, a partecipare ai provini!
Finita la punizione mi hanno accompagnato ad iscirvermi, e poi sono scappata di corsa in sala comune, dove sono saltata addosso a Bèatrice:
«Bèa!Indovina?? Mi sono iscritta ai provini per entrare nei Black Roses!»
Lei ha sbarrato gli occhi: «EEH?»
«Dai, i Black Roses! Non hai visto i volantini in giro?»
«Ah, quel gruppo che cercava la cantante...TU?!»
Ho sorriso, con le guance arrossate «Sì, io...mi ha convinto mia sorella»
Bèa ha pensato un po' «Tua sorella? Ma non hai detto che non ti calcolava, e se lo faceva ti trattava male?»
ho alzato le spalle «Beh, l'avevo giudicata male!»
«Questa storia, Angie, mi puzza»
«E perchè dovrebbe, scusa?!» Le ho chiesto, quasi urlando. «Perchè, per una volta tanto, mia sorella non dovrebbe essere cambiata?! EH? SPIEGAMELO!» alcuni presenti avevano alzato gli occhi dai loro libri e mi fissavano.
«Senti Angie, io non..»
«non mi interessa, ok? Perchè non dovrei fare quello stramaledetto provino?? Cosa sei, invidiosa, perchè quelli grandi mi cagano, mentre tu è da quando siamo arrivate qui che cerchi di elemosinare uno sguardo da quello stupidissimo Andrew?!»
Bèa ha abbassato lo sguardo, rossa in viso.
«Senti Angie, fai un po' quello che ti pare! A questo punto non me ne frega più niente! Io stavo parlando per te, cosa vuoi che mi interessi se lo fai o no quel maledetto provino??»
«E allora smetti di rompere, idiota di una mezzosangue!»
Bèa mi ha guardata, incredula, ed è scappata in camera.
Mi era decisamente scappato, a forza di sentirlo dire da mia sorella...ma non me ne fregava più di tanto...ho preso i miei libri e sono venuta qui, sulle sponde del lago, a scrivere. E domani andrò a fare quel provino, e non mi importa quella stupidissima bambina. Ora che ho mia sorella, quella per me può anche non esserci.

mercoledì, 21 settembre 2005

Beauxbatons. Anche il nome ha qualcosa di strano. Beauxbatons. Non da uno strano effetto pronunciare questa parola? Beauxbatons. Beauxbatons. Suona come qualcosa di magico. E' un posto che ha il potere di cambiarele cose, lo si capisce anche dal nome.
Sì, da quando sono qui, piano piano, sta cominciando a cambiare tutto.
Ho una migliore amica. Non era mia capitato. Ero sempre stata affezionata alla zia, alle mie cugine, ma mai mi ero legata tanto ad una persona. Ed è capitato così in fretta...Da quando mi sono aperta con Bèatrice, io e lei siamo sempre insieme. Anche lei mi ha parlato della sua famiglia (tutti e due i genitori babbani!), e di come a fatica si sta ambientando qui. E così, entrambe spaventate da questa enorme scuola piena di estranei, ci siamo unite, per combattere insieme.
Con l'altra ragazza, Juliette, invece faccio fatica a legare. Un po' per il mio carattere, chiuso ed introverso, e un po' perchè lei sta sempre lì a studiare, e quando non studia sta con alcune due amiche del secondo anno.
Ormai abbiamo iniziato a pieno ritmo le lezioni, e finalmente quasi tutti i professori stanno cominciando a conoscermi (tutti tranne il professor Tancrède, ma ormai non mi interessa tanto...).

Un'altra cosa, ieri ho incontrato vicino al lago Domitille. Non mi aveva ancora salutato da quando ero a scuola, quindi mi sono avvicinata, e ho detto qualcosa tanto per farmi notare.
E mi ha risposto, cosa che quasi mai era successa.
Mi sono seduta accanto a lei, con un libro sulle ginocchia, aspettando. Se mi aveva parlato una volta, pensavo, forse l'avrebbe fatto di nuovo. Forse, una volta tanto, mia sorella si era accorta della mia esistenza...
La guardai di sfuggita, e mi accorsi dei suoi occhi velati dalle lacrime.
«Dom, stai piangendo.» ho sussurrato.
E lei, girando la testa dall'altra parte, ha detto in fretta che era soltanto l'allergia.
Certo, le fragole. Ricominciai a studiare. Che stupida che ero stata. Mia sorella non cambierà mai. Non perlerà mai con me, come è sempre successo.
Poi...
Ha fatto un respiro profondo, e io l'ho guardata negli occhi.
«Non mi hanno presa a Quiddich» Ha detto. E ha cominciato a piangere.
Non l'avevo mai vista piangere. Mai. Di solito sono io quella che piange. Quella che si lamenta. Lei è quella che se ne frega. E' sempre stato così, e mai avrei pensato che sarebbe cambiato.
Guardavo quella ragazza mentre piangeva, mentre si lamentava...In lei non vedevo nulla di quella Domitille che conoscevo...Assolutamente nulla...Ma in compenso, ho visto una sorella. Per la prima volta, ho realizzato che lei è mia sorella. Anche se siamo tanto diverse, anche se quasi non ci parlavamo. Siamo sorelle. E nè io nè lei possiamo cambiarlo. Ho cominciato a piangere anche io, pensando a quanto, in fondo, le voglio bene. L'ho abbracciata. Stretta, perchè lei è la mia unica sorella, e perchè l'adoro. Mi ha abbracciato anche lei, e abbiamo pianto insieme. Finche lei ha cominciato a ridere, indicando il lago. Mi sono girata e...Ho visto il mio libro praticamente nuovo di Trasfigurazione che galleggaiva beatamente nell'acqua.
«Ohccavolo!»
«Mi sa che la Fleurdhiver non la prenderà molto bene!» Ha detto Dom ridendo, mentre io, con un bastone, cercavo di spingerlo verso riva...Appena l'ho sollevato ha cominciato a gocciolare acqua blu scuro...E mentre Dom continuava a ridere, l'ho sfogliato...spero ardentemente che la signorina Fleurdhiver non voglia fare il capitolo sulla trasformazione delle teiere...altrimenti non so proprio cosa potrei dirle!

domenica, 18 settembre 2005

Oggi abbiamo avuto le prime lezioni: difesa contro le arti oscure e trasfigurazione poi, nel pomeriggio, cura delle creature magiche.
Non avevo mai visto un Animagus, e, quando la professoressa Fleurdhiver si è trasformata in topolino sono rimasta senza parole. Ci ha mostrato tante altre cose, per esempio come trasformare un fiore in una zolletta di zucchero...ha detto che, entro la fine dell'anno ne saremmo stati capaci anche noi, ma ne dubito...sono così impacciata con la mia bacchetta in mano!
Durante cura delle creature magiche  il professor Tancrède ci ha illustrato il programma e ci ha fatto fare un breve giro tra i recinti e, a fine lezione, mi ha preso da parte.
«la signorina Petitclaire, dico bene?» ha detto piano, quando ormai tutti gli studenti si stavano dirigendo verso il castello.
Ho annuito in silenzio, e lui, dopo qualche secondo durante il quale mi ha guardato intensamente negli occhi «Voglio andare subito daccordo con te, intesi? Ti faccio questo discorso non perchè tu abbia fatto qualcosa, ma giusto per prevenire. Voglio che tu qui sia responsabile. E seria. E soprattutto, non voglio che tu faccia anche una sola cosa di quelle che ha fatto tua sorella. Non ti conosco, spero che tu non sia come lei. Me lo auguro. Ti abbiamo ammessa a questa scuola anche se molti professori non volevano, temendo fossi come lei. Lei non è ancora stata espulsa perchè ci sono professori che si sono opposti, ma tu al primo errore sarai buttata fuori. Ok? Ti abbiamo fatto un favore a prenderti qui. Non buttare via l'opportunità che ti è stata data.»
Mi ha guardata, aspettando una risposta, che non è arrivata. Continuavo a fissarlo, allibita. Come...cosa? Non riuscivo a credere a quello che avevo appena sentito. Secondo lui, e secondo tutti i professori, io ero una mezza criminale. Nessuno mi conosceva, nessuno sapeva neppure com'ero fatta. Ma sapevano già cosa avrei fatto. Solo perchè mia sorella è così. E per colpa sua,ora rischio di essere espulsa. Per colpa sua, ogni professore immaginerà che non mi impegno abbastanza nello studio, o penserà che sono stata io a fare qualsiasi cosa. Per colpa di mia sorella.
il professor Tancrède mi ha guardato per qualche secondo poi, voltando le spalle, ha esclamato: «Buona giornata, signorina Petitclaire. Ora può andare»
Buona giornata. Buona giornata! Ho socchiuso gli occhi, velati di lacrime, e, mentre le gocce rigavano le mie guance, sono corsa al castello, fino al mio dormitorio. Qui mi sono buttata sul letto, singhiozzando. Odio questo posto. Odio questo posto! Non so per quanto tempo sia rimasta lì, a piangere. Ricordo che, ad un tratto, ho sentito una mano appoggiata alla mia spalla. Ho sussultato, e ho girato la testa. Lì, di fianco a me stava Bèatrice, il viso incorniciato da una castaca di ricci scuri. Che mi sorrideva.
L'ho guardata per un po', gli occhi rossi, senza dire una parola.
«Non hai fame? Ormai tutti hanno mangiato da un pezzo, ma penso riusciresti a recuperare qualcosa...»
ho scosso la testa, in silenzio.
«Vabè, fai un po' come vuoi...» E' rimasta per un po' a fissarmi, poi, mentre scostava una ciocca bionda che avevo davanti al viso, ha sussurrato: «Allora, ti decidi a dirmi cos'è successo?»
Ho alzato le spalle, e mi sono girata dall'altra parte. Non avevo voglia di parlare. Con una sconosciuta soprattutto. Ma lei non è andata via, come speravo. Ha cominciato a farmi il solletico, finchè non ho cominciato a ridere. Ho riso per un po', e lei insieme a me. Penso sia stato in quel momento che ho capito che lei era una mia amica e che, forse, le sarei riuscita a parlare.
Ha smesso di farmi il solletico, e io ho tirato su con il naso. Mi ha guardato, in silenzio. E io, sospirando, le ho raccontato tutto.
Sì, forse non lo odio del tutto questo posto. Forse, qualcosa di positivo c'è: ho una nuova migliore amica.

sabato, 17 settembre 2005

E così sono anch'io qui, a Beauxbatons.
Ancora non ci credo...è passato tutto così in fretta! Lo smistamento, la pelle che brucia, i "benvenuta!" dei miei compagni di Casa...Ma sono qui. Sembra un sogno, lo so, ma sono qui, realmente.
La piccola bruciatura nel mio polso a forma di tronco sta svanendo, lentamente, e io allo stesso modo, piano piano, mi sto ambientando qui.
In definitiva, sono contenta di essere finita nei Bowtruckle, forse era la casa più adatta a me...anche se sono purosangue, anche se mia sorella non è come me.
A proposito di Domitille...l'ho cercata con gli occhi durante lo smistamento, ma non l'ho vista...Comunque non deve essersi fatta una grande reputazione qui. Appena la preside ha pronunciato il mio nome ("Petitclaire, Angelique!") ci sono stati bisbiglii lungo tutta la sala grande. Ma io non sono come lei. Un po' mi dispiace, ma non sono come mia sorella. L'avrei voluto gridare in faccia ai professori, che appena mi hanno vista hanno pensato chissà cosa. L'avrei voluto gridare ai miei compagni di Casa. NON SONO COME LEI. e mi dispiace infinitamente. Mia sorella è perfetta. E' brava in tutto, si fa rispettare, dice tutto quello che pensa...E' perfetta, perfetta.
Non è neppure venuta a salutarmi. Non che me lo aspettassi, è ovvio, ormai non mi parla da più di un anno, però...
Oh, devo smetterla di pensare a queste cose. Mia sorella è fatta in un modo, io in un altro. Non le piacerò mai, è inutile che ci provi.
Cambiando discorso, Nel mio dormitorio ci sono altre due ragazze della mia età, Juliette e Béatrice...sembrano simpatiche, anche se non ho ancora avuto il coraggio di fare con loro un discorso che va oltre il "ciao, io sono Angelique"...vabè, forse domani, quando inizieranno le lezioni...
Ora ti saluto, caro diario, vado a nanna...domani si comincia!